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domenica, 24 settembre 2006

segnalazione

   

Iniziati due nuovi progetti, in parte già online: Matrioska (krimiromanzo) e Xanax.

 

postato da: alphabet alle ore 19:49 | link | commenti
categorie: letteratura online
venerdì, 15 settembre 2006

- J -

Nello stesso momento in cui le pronunciavo, sapevo che queste parole erano troppo. Troppo persino per una scervellata del suo calibro.

La vidi uscire di corsa e, quando la porta tornò ad aprirsi, fu per lasciare sciamare nella stanza alcuni armadi a quattro ante paludati in una specie di divisa di corpo. Mi rizzai di scatto, ma solo per ricevere sulla nuca un colpo ben vibrato. Il colpo mi rispedì là dove avrei voluto trovarmi, cioè nel mondo dei sogni. Ma lo stato di beatitudine non durò a lungo: alcuni poderosi ceffoni mi richiamarono alla realtà. Adesso mi trovavo sotto un cielo di stelle offuscate, indossavo ancora quel ridicolo pigiama e, di nuovo, i miei arti erano incatenati. Qualcuno strattonò il collare di metallo, mi sentii soffocare e tossii.
Mi avevano messo all’impiedi con la forza, ma ecco che ricadevo per lungo sul selciato. Il tormentatore che precedeva il drappello non si fermò a guardare indietro, bensì continuò a tirare la catena, rimorchiandomi come una cosa inanimata sul fondo stradale bagnato. Gli altri bestioni, che mi stavano attorno a mò di scorta, mi mollavano calcioni sul costato con i loro stivali militareschi. La notte irruppe nella mia mente. No, non subito. In stato di semincoscienza, rividi l’immagine di mio fratello, che baluginò per un attimo attraverso il mio hardware nervoso. 
Mio fratello, un ragazzo occhialuto, molto colto e sognatore, era misteriosamente scomparso un giorno in cui stava recandosi alla Public Library, dove era stato assunto come praticante. Pestato? Borseggiato? Accoltellato? La denuncia all’allora polizia (oggi: Vigilantes) non aveva arrecato alcun risultato. Ci dissero solo di metterci il cuore in pace. Io dubitavo che Joe fosse incappato in una banda di cacciatori di organi. Di sicuro c’è che la sua scomparsa, in una certa maniera, mi avvantaggiava, dato che così potevo usufruire del vitalizio che di diritto spettava a lui. Una “dolce vita”, la mia, interrotta fin troppo presto dalle ben note catastrofi.


 

Dove siamo: Strada J, tratto 1.
(Per saperne di più clicca qui.)
 

postato da: alphabet alle ore 02:53 | link | commenti
categorie: fantascienza, cyberpunk, letteratura online, cyberpulp