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venerdì, 08 dicembre 2006

Mi volsi a guardare i tipi che sbucarono dallo sfiatatoio insieme a Basil: un caucasico, un afroamericano e due dai tratti spiccatamente orientali. Uno di questi ultimi mi declamò in faccia: "Should we again provoke / Our stronger, some worse way his wrath may find / To our destruction: if there be in Hell / Fear..."

Capii che apparteneva a lui la voce che era risuonata al di là della porta di ferro. Avrebbe continuato sulla stessa falsariga chissà per quanto, se Basil non lo avesse interrotto. "Yako, e pure voi altri: lasciatelo in pace". Lo disse in tono pacato, quasi dolce, ma bastò perché l’orientale smettesse bruscamente di alitarmi addosso quei vocaboli dal sapore arcaico.

Per un lungo momento regnò il silenzio, interrotto solo dall’abbaiare impaziente di Killer, dal ronzare di certi cavi che correvano lungo i muri e dal brusio che fuorusciva da uno dei tunnel.

"Da questa parte!" ci sollecitò poi, ridendo, il vecchio arzillo, che si era già avviato in direzione del brusio. Teneva in mano una primordiale fiaccola accesa, sulla cui pestilenziale scia noi tutti ci ponemmo in fila indiana.

 

Dove siamo: Strada K, tratto 2.
(Per saperne di più clicca qui.)

postato da: alphabet alle ore 04:03 | link | commenti (1)
categorie: fantascienza, cyberpunk, letteratura online, cyberpulp